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 Porta Santi Quaranta è una delle tre porte delle mura cinquecentesche di Treviso. Si trova alla fine di borgo Cavour. In passato garantiva l'accesso in città da ovest. Trae il nome dalla vicina chiesa intitolata ai quaranta martiri di Sebaste, l'attuale Sant'Agnese. La porta attuale fu realizzata nel 1516 dal podestà veneziano Andrea Vendramin che la battezzò "Porta Vendramina", apponendovi una lapide autocelebrativa. Ciò non piacque al Consiglio dei Dieci, che mutò la denominazione e fece rimuovere l'iscrizione (il fornice meridionale riporta tuttora i segni della scalpellatura).

Porta San Tomaso è una porta che si apre sulle mura cinquecentesche di Treviso. Si colloca nella zona nordorientale del centro, rivolgendosi all'attuale strada Pontebbana diretta a nord. È certamente la più maestosa delle tre porte, interamente rivestita da elementi decorativi in pietra d'Istria che riprendono lo schema degli archi trionfali classici. Il tutto è concluso da una peculiare cupola in legno e piombo. Il leone di San Marco che spicca al centro del fronte esterno, benché antico, non è l'originale essendo stato qui collocato nel 1857.

Porta Altinia è una delle tre porte che si aprono sulle mura cinquecentesche di Treviso. In passato, permetteva gli accessi da Mestre e Venezia attraverso il Terraglio. Il nome è però legato alla città romana di Altino, dalla quale si poteva giungere attraverso l'attuale provinciale "Jesolana". Fu realizzata nel 1514 accanto a una precedente porta medievale di cui sussistono le volte. Alla caduta della Serenissima (1797) fu rimosso il leone marciano che capeggiava sul lato esterno. La facciata interna, inoltre, era ornata da vari affreschi  che raffiguravano il leggendario attacco di Attila alla città.

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